Magister: Il concetto della velocità della luce, che è alla
base della teoria dello spazio/tempo, che oggi serve alla scienza è un concetto
limitativo. E’ la mente dell'uomo che stabilisce un limite al dinamismo, ma il
dinamismo non può avere un limite perché esso non è soltanto un fatto di
estensione cioè non è soltanto un fatto di quantità ma è anche un fatto di
qualità. Quindi qualche cosa che si muove nello spazio esprime un dinamismo tempo,
cioè da alla ricerca il risultato di un rapporto fra estensione dello spazio in
cui si muove e tempo (e quindi velocità) impiegato a percorrere una certa
distanza. Ma in realtà lo spazio si esprime in due elementi: spazio contenuto e
spazio espresso.
lo spazio espresso è quello che la scienza conosce, cioè il
teatro dei fenomeni dove si realizza il dinamismo di moto in direzione di
tempo. Io spazio contenuto invece è spazio potenziale dove questo dinamismo di
tempo si realizza in una maniera egocentrica e non eccentrica: dalla somma di
questi due valori di spazio nasce il
concetto di PERPETUO cioè di ETERNITÀ.
Perciò lo spazio non deve essere più concepito come un vuoto
che si riempie soltanto in conseguenza di fatti apparenziali (cioè di fenomeni
che lo occupano dandone la misura temporale e spaziale) ma deve essere concepito
come una potenza, cioè una forza che colma tutto l'universo e quindi è un pieno
e questa è la ragione per cui il pensiero non impiega un tempo per trasferirsi
da una mèta all'altra. Perché la velocità del pensiero è una velocità
qualitativa se così possiamo dire non quantitativa, non ubbidisce cioè al ritmo
cronologico del movimento comune, ubbidisce ad un ritmo molto diverso. In fondo
voi dei fenomeni vedete solo il movimento (il risultato) non vedete la ragione;
voi conoscete la energia soltanto per le conseguenze fenomeniche che essa dà,
vedete il movimento dei fenomeni in uno spazio espresso per cui stabilite i
tempi del loro dinamismo e traete le conseguenze della loro caratteristica
quantitativa.
la distanza invece è un concetto vostro; quando si parla di
tempo e di spazio non è detto che si debba parlare anche di distanza, la
distanza esiste per voi perché siete in un particolare tempo ed in una
particolare condizione di spazio in cui vige questo concetto della distanza,
che è poi un concetto di ordine psicologico come lo è il tempo.
Esiste appunto una gradazione di tempo che differisce da
individuo a individuo; esiste cioè il tempo esteriore che è il tempo della
cronologia convenzionale legato ai fatti astronomici del sistema solare, esiste
poi un tempo interiore cioè il tempo psicologico il quale è diverso dal tempo
astronomico ed è un tempo che può essere più o meno accelerato a misura che le
tensioni e le depressioni psichiche determinino questa maggiore o minore accelerazione.
Allora che cosa e il tempo? Che cosa é lo spazio?
Non vi è un tempo unico, non vi è uno spazio unico: vi sono
molti tempi e molti spazi. Se dobbiamo concepire un tempo unico ed uno spazio
unico dobbiamo dire che il tempo e lo spazio unico sono una qualità
dell'energia unitaria, cioè esiste uno spazio che contiene tutti gli spazi ed
un tempo che contiene tutti i tempi.
Se dobbiamo invece considerare il tempo e lo spazio alla misura
della comprensione umana, dobbiamo dire che tempo e spazio sono due condizioni
dimensionali in cui il fenomeno vita si realizza. Vita nel senso umano della
parola, cioè il tempo e lo spazio sono concepibili laddove si ha un principio
ed una fine (come tempo) ed un movimento (come spazio).
Ma io vi ho detto che lo spazio inteso nel senso puro della
parola non deve intendersi come un concetto (cioè come il teatro dove si
realizzano i fenomeni) ma deve intendersi come il fenomeno stesso. Lo spazio è
una forza, un'unità costante per cui poi si ha quale conseguenza il tempo: non
esistono cioè il tempo e lo spazio esiste solo lo spazio, il tempo è una
conseguenza del configurarsi dello spazio stesso.
Esiste uno spazio unico della energia vitale eterna,
esistono gli spazi contenuti tra un principio ed una fine che danno luogo ad
una misura di tempo che è relativa a quel determinato spazio, quel determinato
principio e quella determinata fine.
Ecco perché ogni determinata parte dell'universo ha un suo
spazio ed un suo tempo che possono non coincidere affatto o qualche volta anche
coincidere e queste coincidenze sono porte di transfert di cui abbiamo parlato.
(vedi capitolo relativo).
Per tante vene da sangue remoto
Tempo rinnova e ogni forma modella
Sicchè congiunge il noto con l’ignoto
