Magister: Voi mi chiedete che cosa è la materia, certo la
materia che i sensi apprezzano nell'inganno della loro debolezza e che la
ragione misura con il metro della sua conoscenza, dando ad essa l'attributo
fittizio dell'eternità, questa materia non esiste. E' tale solo perché vi è una
conoscenza della proporzione che è figlia dello spazio e del tempo, entrambi
elementi illusori di una dimensione e non di una essenza. Praticamente la
materia non può essere nemmeno annullata perché se la guardiamo fuori dai nostri
sensi non possiamo annullare ciò che già
non esiste, si potrà solo trasformarla in condizioni che non cadano più sotto
la percezione dei vostri sensi. Anche i raggi cosmici che voi non percepite se
non con speciali apparecchiature sono materia e così gli ultrasuoni ecc.
Se voi schiacciate un pezzo di cera e ne ricavate un piccolo
fantoccio non vi chiedete per quali proprietà ciò vi è consentito, per quale
proprietà la cera è così duttile da consentire alle vostre dita di modellarla
come vi piace e non vi chiedete perché non vi riesce di farlo con il legno o
con il ferro, vi fermate soltanto a quello che avete ottenuto. Dite solo che la
cera è duttile ed il ferro è duro. In realtà la particolarità è dovuta alle
caratteristiche della intensità dell'energia e cioè alla proporzionalità degli
equilibri atomici, quindi ciò lascia a supporre che esistano nella materia
delle leggi costanti e quali sono oneste leggi?
La materia è governata da due elementi di legge: la
casualità e la causalità, un elemento probabilistico ed un elemento identificante.
Ora un fatto casuale si indirizza con l'arbitrarietà delle cose, un fatto
causale con l'indirizzo della legge. In breve alcune energie, spinte dal campo
probabilistico a quello della individualizzazione, raggiungono un equilibrio di
energia statica per cui si determinano in specifiche proporzioni. Ma questa
proporzione è caratteristica della intensità che queste energie contengono, va quindi da un punto di partenza per giungere
ad un limite di arrivo. Questa è la nascita e questa è la morte degli elementi
espressivi della materia che non è quindi un fatto statico a sé, ma é sempre un
fatto dinamico anche quando, per essere espressione costante e temporale, si
esprime in un equilibrio statico. La materia dunque non è realtà perché è
transitoria, la materia non esiste in quanto non è affatto quella che vi
appare.
Voi dite ad esempio "questo corpo é solido" perché
attraverso la sensibilità dei vostri polpastrelli rilevate una sensazione che
vi dà l'idea della solidità. Ma è il corpo che è solido o è il tatto che
percepisce questa sensazione? Il mondo é quello che voi vedete è differente? Il
fuoco per esempio scotta veramente? Per i vostri sensi sì ma in realtà che cosa
è la fiamma o il fuoco? E' energia! Se riduciamo il fuoco alla sua natura
essenziale ci troviamo davanti a qualche cosa di immateriale e di
imponderabile, non vi è più un elemento statico ma un elemento dinamico che
merita l'attributo di fatto energetico: la materia è fatta di percezioni non è
verità assoluta.
Comunque l'unica realtà esistente è lo spirito poiché la
materia non è che una sua particolare condizione di apparire. Cioè la materia è
uno stato allotropico della forza, come dice la scienza, e la forza è una
realizzazione delle spirito. La materia è transeunte e passa infinite
trasformazioni che sono contenute in un piano di realizzazione che è di
pertinenza spirituale.
L’antico seme il nuovo rinnovella
E per cenere sorge il nuovo arbusto
Perché la vita lo tutto affratella
