Magister: Il transfert dimensionale è il passaggio di un
corpo da una dimensione ad un'altra, da uno stato all'altro, perché le
dimensioni debbono essere intese come stati.
Si può parlare di dimensioni parallele ma intendendo questo parallelismo
non geometricamente (cioè come bande affiancate) ma come compenetrazione;
queste bande dimensionali cioè si compenetrano ma essendo di intensità
vibratoria diversa non interferiscono fra loro: un oggetto quindi può essere
trasportato da una dimensione ad un'altra.
E questo una volta avveniva attraverso le porte di transfert
poste fra la dimensione della terra e una dimensione di un universo parallelo a
quello terrestre, Il passaggio si produceva pronunciando determinate parole,
tracciando sul terreno determinati segni e facendo collocare il soggetto da trasferire
in un punto determinato di questo tracciato dove normalmente era stata eretta
la effettiva porta monolitica che aveva una posizione specifica anche rispetto
alle correnti energetiche del terreno e delle linee di forza locali (posizione
quindi geologica ed astronomica).
Coloro che transitavano per quella porta, dopo che i
sacerdoti del tempio avevano preparato il loro corpo al transfert, uscivano dal
tempo/spazio terrestre ed entravano nel tempo/spazio di un'altra corrente di
realtà parallela ad esso.
E' di là che sono giunti al mondo gli antichi viaggiatori
delle altre dimensioni, queste porte si costruivano appunto perché ci potesse
essere un libero scambio fra mondi diversi.
Ma gli stessi fenomeni di transfert si verificano nelle sedute
ad effetti fisici quando si realizza l'apporto o l'asporto, quando cioè un oggetto
passa attraverso la materia esce dall'ambiente dove si trova e va a collocarsi
in un ambiente diverso senza perdere le sue caratteristiche.
Ora c'è da porsi una domanda: quando l'oggetto esce
dall'ambiente sperimentale (visto che continua ad esistere, dato che dopo poco
riappare a distanza dal luogo da cui è sparito) cosa é diventato in quell'arco
di tempo che va tra la sua sparizione e la sua riapparizione? Se è rimasto
concreto, su quale tempo/spazio è sitato collocato?
Nella materia ogni struttura, ogni corpo è tenuto assieme da
un rapporto di valori energetici: la coesione molecolare, la coesione atomica che
è la conseguenza diretta di un'alternanza di valori di forza che danno come
somma totale dei loro rapporti e dei loro valori un equilibrio stabile che è la
coesione totale della struttura stessa. Questo dà alla struttura la proprietà
di avere energeticamente una specie di impalcatura costante che è come
l'ossatura di certi paralumi sui quali poi si stende la seta o altra stoffa.
Questa struttura fatta di energia resta costante come
disegno di se stessa anche quando l'elemento strutturale espresso nello
spazio/tempo umano passa attraverso uno spazio/tempo non umano, perché anche diffondendosi in una certa estensione i
suoi atomi contengono tutti quanti gli elementi di questa struttura che resta
quindi costante. Quando questa struttura è ricondotta sul piano del tempo/spazio
umano di nuovo essa si ricompone perché il riconcentrarsi degli atomi sul piano
umano la restituisce quale essa è.
Lo scienziato dirà che una operazione del genere dovrebbe
determinare una liberazione di energia tale da causare un'esplosione. Noi risponderemo
che l'energia come spazio può essere descritta in due equazioni: una di deflagrazione
e una di compulsione. Diremmo cioè che l'energia può essere dispersa deflagrativamente
ma può essere anche dilatata con ritmi particolari senza determinare alcuna
reazione, restando come fatto costante e statico in una certa posizione di spazio
che è caratteristica a se stessa. In un certo modo è come se si tirasse la
gomma di un palloncino.
Ogni universo conserva in se delle caratteristiche fisiche
che danno ad esso dimensioni di valori spazio/temporali che sono specifici alle
condizioni che vigono in quell'universo e che costituiscono proprio la
differenziazione fra tutti gli universi. Questo vuol dire che possono benissimo
esistere universi contemporanei senza che mai accada che essi interferiscano
uno con l'altro (come le onde radio o televisive) tranne che in condizioni
particolari, attraverso appunto varchi tipici che potremmo definire vere
macchine spazio/temporali: le porte di transfert che remote civiltà erano
riusciti a realizzare per il transito non solo di cose ma anche di esseri.
Da si remoto fiato tutto spira
che il tempo nel tempo da misura
e non si estingue nell’eterno giro
