Sulla pianura di Nazca nel Perù a 400 km da Lima sono
tracciate sul terreno centinaia di figure ed una miriade di linee parallele, diagonali,
trapezoidali, triangolari che coprono un’area di 50 km quadrati. Ogni figura è stata tracciata con una linea continua che non
torna mai a passare su se stessa, allontanando il pietrisco di superficie scoprendo così il terreno sottostante di colore più chiaro. Data l'enormità di questi tracciati essi non possono essere
osservati stando sul terreno e vennero quindi scoperti solo dall'alto con l'uso
dell'aereo quando la località fu sorvolata dal 1930 in poi. Gli archeologi Paul Kosok e Simone Weisbard furono gli
studiosi più assidui del mistero delle linee di Nazca, ma nessuna delle
ipotesi elaborate dava una definitiva risposta alle persistenti domande: per
quali motivi e con quali tecniche venne costruito questo gigantesco complesso
petroglifico che assunse anche l'appellativo di "aeroporto delle
Ande".
Sentiamo allora che cosa ne ha detto l'entità Magister: Voi avete delle macchine che seguono un certo percorso per
un richiamo termico, avete anche strumenti che possono essere attratti dalle
radiazioni di certi metalli; ora si può anche pensare che vi possano essere dei
simboli che richiamano altri simboli: potremmo quindi costruire una macchina
che abbia un simbolo e una base che la richiami avendo un simbolo corrispondente
od opposto a seconda dei casi.
Possiamo anche spostare la questione su di un altro piano:
un pilota che vola su di un aereo è dotato di cervello ed ha degli occhi che
gli permettono di guardare fuori dalla macchina e degli strumenti capaci di
guidarla. Egli stabilisce il punto di atterraggio perché vede un simbolo e
attraverso gli occhi, il cervello e gli strumenti conduce l'apparecchio sul
posto dove il simbolo indica che è stabilito l'atterraggio.
Anche se al posto del pilota ci fosse un congegno che potesse
fare le stesse cose, l'apparecchio si dirigerebbe sul suo segno particolare
(non dimenticate che gli antichi Inca avevano dei dischi d'oro che erano tarati
a secondo dell'onda mentale di chi li portava).
In origine i disegni di Nazca non erano molti e servivano a richiamare appunto macchine teleguidate di altre civiltà che portavano a bordo
strumenti.
Successivamente i disegni vennero moltiplicati da popoli che
avevano l'aspirazione di richiamare qualche cosa che la loro storia riportava.
Le linee che vedete invece (anche se sembrano intersecai e
contuse) sono la estrinsecazione geometrica funzionale di un concetto spaziale
diverso dal vostro; erano le linee di scorrimento del campo
gravitazionale/spaziale: erano un po’
come delle rotaie per indicare ai piloti qual era il tracciato più idoneo al
singolo mezzo.
Per questo le linee e le figure erano grandissime in quanto
dovevano essere viste da quote altissime perché gli atterraggi avvenivano con
gran rapidità.
La costruzione del complesso originario venne 'guidata' da
esseri non terrestri che dirigevano i lavori dall'alto.
Le tracce venivano ricavate con uno speciale strumento magnetizzatore
che determinava nei corpuscoli del terreno una condizione di attrazione nel segno
tracciato, cosicché il disegno non si sarebbe cancellato più!
Si deve aggiungere a questa tecnica il fatto che in quella
zona delle Ande le precipitazioni sono scarsissime e la media pluviale annua è
di pochi cm.!
Queste le ragioni per cui, anche dopo millenni, i tracciati
di Niazca sono ancora visibili e costituiscono uno dei più grandiosi enigmi del
nostro pianeta.

