Magister: Il predestinato esiste; il libero arbitrio, nel
senso più squisito, la creatura lo gode ai di fuori del tempo cioè quando, stabilendo
il suo indirizzo evolutivo che è la conseguenza diretta delia necessità di
emendare alcune deficienze, nel pieno godimento della libertà assoluta, nella
giustizia assoluta arrotola il famoso gomitolo della sua esistenza futura e
sceglie la lunghezza del filo. Dal punto 'A' si dovrà andare al punto 'B', si
potrà però percorrere questo tratto con una retta, una spezzata o una curva
(dovute al libero arbitrio relativo dell'esistenza terrena).
Il destino quindi è determinato ma non segnato, vi sono dei
punti salienti in un tracciato evolutivo che debbono essere realizzati con
precisione; le deviazioni potranno avvenire al di fuori di queste tappe. In
altre parole l'uomo sceglie una strada e questa strada deve portare ad una
maggiore perfezione, se farà meno spezzate o deviazioni vuol dire che procederà
più speditamente verso l'evoluzione e quindi nel riesame di sé stesso che farà
successivamente avrà meno correzioni da apportare per raggiungere un gradino
superiore. In questo modo il problema del libero arbitrio è di semplice
risoluzione.
Voi siete terrorizzati dalla predestinazione, vorreste che
il libero arbitrio esistesse ma vi accorgete che non c'è. Ma perché non c'è?
Perché voi state realizzando qualche cosa che avete già stabilito e la state
facendo. Ecco il problema qual è: il libero arbitrio non esiste nel tempo, ma
nella eternità. Voi siete spiritualmente creature libere perché siete espressione
di Dio e dovete godere della libertà. Ma voi oggi non siete essenza, siete l’espressione,
il fenomeno. E qualsiasi fenomeno deve essere condotto ad un indirizzo
specifico di legge per poter esistere. Quindi tutto quello che potete fare di
vostra iniziativa terrena è ritardare la espressione completa di ciò che avete
già stabilito.
Per riassumere: il libero arbitrio è nostro prima di iniziare
l'esperienza terrena; il predestinato è una nostra decisione e lo percorriamo
durante questa esperienza.
Ciascuno move per ii suo cammino
con vario passo all'ultima meta
ove s'adempie il grande suo destino
