Magister: Quando parliamo di entità grevi possiamo sì
parlare di negatività ma non debbono essere considerate, come molti fanno, spregevoli,
pericolose o demoniache. No! Esse sono entità che stanno evolvendosi ma che
vibrano ancora in una condizione nella quale la possibilità espressiva non è
stata raggiunta.
Queste entità grevi (e uso questo termine per poter rendere
una certa idea delia loro condizione) permangono
in uno stato di diffusione del loro pensiero; esse vivono nelle loro passioni e
si dimensionano variamente in queste emozioni, in questi desideri, in queste
passioni. Si intende che desideri, passioni ed emozioni umane sono elementi
grevi per un pensiero e lo ancorano a fatti umani, a fatti materiali. Così se
si avvicinano ad un circuito medianico, richiamate a volte da difetti o da
passioni di alcuni partecipanti, apportano questa loro condizione ed
interferiscono con il loro ritmo con il pensiero che giunge. Così pure (richiamate
dalla crudezza dei propositi umani) si precipitano nel clima delle masse per
poter soddisfare i propri bisogni che, essendo prive di corpo, non possono essere
soddisfatti; questo caratterizza le
guerre, le rivoluzioni, i grandi rivolgimenti della storia e anche i delitti
atroci e a volte inspiegabili.
Anche le cosiddette larve possono essere paragonate ad esseri
ciechi che si agitano in un mondo nebuloso e che vivono esclusivamente delle
vibrazioni interiori nate dalle loro emozioni terrene e sono tormentate dal
desiderio di soddisfare queste tendenze che non riescono a superare e non
riescono a vincere. E' un po’ come l'inferno (diciamo tanto per capirci)
differente però da quello che la teologia presenta ai credenti, perché è un inferno
redentivo, NON irrimediabile. E' questa la gran cosa importante: queste larve
infelici potranno gradualmente uscire da questo clima di cecità, riacquistare
il lume della coscienza ed intraprendere la loro ascesi.
Di varie larve l'inquieto andare
amor misura il profondo dolore
e su le attira col suo eterno amare
