La creazione

Magister: Non si può trattare della vita universale senza richiamarsi ad un concetto basilare della coscienza umana, dal quale parte tutto il complesso edificio che caratterizza l'abito espresso ed il motivo dominante di ogni atto di fede che l'uomo compie, e cioè l'idea della creazione. Ci si chiede, dove poter collocare un punto di partenza allo sviluppo di tutte le cose che l'universo appalesa nella varietà infinita delle forme. Questa domanda, legittima e umana, testimonia che non ci si può addentrare sulla strada della ricerca della verità cosmica se non ci si preoccupa di esaminare prima che cosa sia questo concetto creativo e come esso debba essere veramente inteso.
Affermando che l'uomo ed il suo pianeta debbono intendersi connaturati alla grande espressione cosmica della vita, intendo dire appunto che il termine di principio e dì fine, se può applicare si a quello che è il mondo degli uomini, alla vita degli uomini, è difficilmente applicabile a quella che è la vita di tutto l'universo. Ma è proprio questo concetto di "principio" e di "fine", è proprio per questa posizione dell'uomo costretto a misurare col metro del tempo lo svilupparsi, l'evolversi, e l'esprimersi dei vari fenomeni, è proprio da tutto ciò, dicevo, che nasce questo senso, questa coscienza della creazione per cui, usando una frase di S. Tomaso d'Aquino, "non è concepibile alcunché che non abbia un cominciamento". E' così squisitamente e commoventemente umana questa frase! L'uomo, come tale, di fronte alla meraviglia dell'universo non può immaginare nulla che non sia stato creato meravigliosamente. E di qui nasce il suo desiderio di conoscere l'immagine di questo Dio artiere ed artigiano che dà cominciamento alle cose dal nulla e proporziona il nulla nel tutto.
Ma noi chiediamoci subito: vi è stata veramente una creazione? L'universo ha avuto veramente un principio ed avrà mai una fine?
Quando si parla dell'atomo esploso in origine, da cui hanno preso le mosse tutte le forme universali, e del moto delle galassie in allontanamento che sarebbe la difetta conseguenza della spinta esplosiva di quel nucleo originario, non significa che vi sia stato un principio: un principio della esplosione sì, ma non si è detto quale sia stato il "cominciamento" dell'atomo!
La creazione antropomorfa e cioè la creazione artigianale delle cose tutte, forma per forma, cosa per cosa, momento per momento, è una creazione che noi troviamo in tutte le scritture antiche che si muovono e si realizzano però in quello stesso ambito umano e sono, se pure in maniera sublime, il massimo prodotto che la mente umana possa concepire, ma non tanto alte da poter uscire da quello che è il limite del tempo, né intendere l'eternità.
Ma ragioniamo su questo concetto della eternità di Dio e chiediamoci: può l'essere eterno creare in sé qualcosa che abbia realmente ed effettivamente un principio ed una fine? O piuttosto tutto ciò che egli fa, ha tanti principi e tante fini per quanti sono i suoi atti creativi e le sue volontà di esprimere?
Noi non abbiamo detto da che cosa nacque l'atomo originario: abbiamo solo detto che c'era. L'infinito in una cosa così piccola! Ed è questa un altro pensiero squisitamente umano; che cos'è il piccolo e che cos'è il grande se non la conseguenza diretta di quel concetto di principio e di fine che l'uomo ha. Una cosa comincia in un punto e finisce in un altro, e per l'estensione che copre si piò dire che essa sia piccola o grande; ma è forse il piccolo ed il grande che caratterizza l'eternità? L'eternità può essere minuscola come infinita. Questo l'uomo non lo ha mai pensato, perché l'eternità non è un fatto di quantità, di estensione, di tempo, di misura, di proporzione, ma è un fatto di qualità, di essenza, di principio, di forza, di legge.
Quindi l'universo è nato sì dall'atomo primigenio, ma esiste nella sua evoluzione, cosparsa di tappe diverse di ritorni molteplici ed eterni, in questa Unità che l'ha creato.
Se l'universo respira, se dopo la espressione Espansiva delle galassie che si allontanano, vi sarà quella della contrazione per cui tutto precipiterà nel punto unico per riannuclearsi nell'atomo primigenio e ripetere questo movimento "respiratorio", diciamo così, non si vede là dove può essere il principio e la fine di tutto ciò. Per poter parlare di come la vita si è espressa nella varietà dello spazio e nei molteplici mondi, noi dobbiamo prima fermare questo punto: vi fu o non vi fu creazione dell'universo? A questa domanda potremo rispondere dicendo: non vi è MAI stata creazione dell'universo, se s’intende la creazione come essenza della vita; vi sono state molteplici creazioni dell'universo se s’intendono queste creazioni come espressioni dimensionate e temporali della vita stessa.
Gli astri nascono e muoiono e con gli astri i sistemi, e con I sistemi i pianeti, e con i pianeti le umanità; ma è pur vero che mentre una umanità muore, un'altra nasce; mentre un astro si spegne un altro se ne accende e dalle rovine di ciò che è stato sorge sempre ciò che sarà. Quindi l'antico simbolo dell'Araba Fenice che rinasce sempre dalle proprie ceneri, è un'affermazione profonda di verità.
Iddio sì ha creato, ma ha creato le leggi: ha voluto le leggi, ha voluto e spinto; e in questa spinta era tutto il Suo comando, era presente tutta la Sua eternità, poiché tutte le cose non potevano essere che nel Suo grembo perché nulla è al di fuori di Lui.
Ma l'uomo ha pur dovuto scaturire da qualche parte; e quale è stato il punto in cui la forma pensante ha assunto consistenza? Certamente NON è stato il vostro pianeta, ma lo è diventato solo quando le sue condizioni climatiche lo consentirono.
La vita ha albergato un po’ dovunque; non possiamo dire che sia nata in un solo punto; non possiamo dire che l'uomo sia apparso prima su Marte oppure su pianeti di altri sistemi.
Il seme gettato dal Creatore nei grandi solchi dell'universo, ha lasciato germogliare ugualmente, contemporaneamente, se pure in maggiore o minore intensità, la vita ovunque.
Là dove vi erano le condizioni perché la forma umana assumesse le caratteristiche indispensabili alla vita, là questa forma l'ha assunta.


Architetto d'amor per la tua gloria 
velata e poi svelata in ogni legge vive 
il cammino dell'eterna storia che in 
varie forme l'universo regge.