Il concetto di Dio

Magister: Sovente questa parola semplice, DIO, viene profferita dalla bocca mortale: una breve parola che contiene una formidabile maestosità e nel tempo stesso un profondo mistero, mai rivelato, in cui la mente umana affigge il suo interesse per una ricerca ansiosa onde poter trarre dalla rivelazione quel conforto che le gravi ore fanno desiderare alla coscienza.
Ma bisogna innanzitutto chiedersi di quale natura debba essere questo conforto, di quale natura l'uomo lo desidera e come vuole attingerlo, poiché, affissandosi in Dio, è ovvio che non si può condurre in esso l'istanza di un interesse umano, di un soddisfacimento primordiale, bensì soltanto l'istanza di un sentimento che eleva la invocazione di un conforto che rinsalda e che imbriglia le inquietudini degli istinti.
Noi pensiamo che questa breve parola 'DIO', prima di essere profferita, debba essere sentita dalla coscienza poiché dirla soltanto significa esprimere un suono vuoto di significato. E per quanto in questo suono si possa inserire lo slancio di una prece, di moltissime preci, anche queste restano senza valore se esse non si integrano in una perfetta coscienza di questo nome. Questo nome che deve esprimere per l'uomo un contatto, un legame, una continuità da cui egli non potrà mai evadere.
E' solo nella coscienza del valore formidabile di questo nome che l'uomo può ritrovare sé stesso nelle vicende quotidiane e fare di esse una armoniosa fatica che sia utile alla sua ascesa spirituale, poiché il vero regno dell'uomo non è nell'argilla, suo abito, ma nel fiato, sua origine.
Certamente ciascuno interpreta la concezione di Dio secondo la sua possibilità di interpretarla. Quindi ciascuna creatura ha l'Iddio che può costruirsi. Ora il concetto che l'uomo ha di Dio è un concetto limitativo, è un concetto antropomorfo. Cioè Dio è per l'uomo, se pure dichiarato da un punto di vista cogitativo come qualcosa di non formale, istintivamente limitato nell'immaginazione: egli dà a Dio una certa forma, lo conclude in certi particolari limiti.
Ora, in realtà, il concetto di Dio non dovrebbe essere questo, anche se per l'uomo è difficile, anzi impossibile, esprimere questo concetto di divinità.
Cerchiamo invece di immaginare questo Dio come una diffusione, come una presenza, diciamo, dell'infinito; non lo limitiamo, non lo concludiamo in una posizione, in una condizione.
Il Dio dei cattolici, il Dio dei protestanti, il Dio degli ebrei, il Dio di qualsiasi religione non è il Dio della realtà, è il Dio della necessità: non è il Dio dell'amore infinito, è il Dio dell'odio e dell'amore, del bene e del male, il Dio che castiga e premia, perché l'uomo ha bisogno di queste relativizzazioni per intendere l'eternità. Però, se si vuole veramente percepire il respiro di Dio, bisogna uscire da queste limitazioni.
E allora ci appare la enorme, immisurabile presenza di Dio nella natura e in tutte le cose; ed ecco che cade quell'errore madornale in cui, sino ad oggi ancora, si dibattono le varie filosofie, e cioè di voler collocare il Creatore al di fuori della sua creazione, quasi che Egli fosse un freddo, se pur abile, artefice di un qualche cosa che sta proiettato dinnanzi a Lui e di cui Egli diventa, dopo di averla creata, un attento testimone.
Iddio NON è testimone della Sua creazione: Egli E' la creazione stessa. E questo concetto, che fino a poco tempo fa poteva apparire contrario a quelle che sono le affermazioni della religione codificata, oggi va facendosi strada e va affermandosi perché lo scienziato si accorge sempre più di trovare questa presenza ovunque la sua ricerca si sprofondi.
Iddio respira nell'universo; l'alito di Dio crea le forme, le forme sono in Dio e vivono in questo alito.
L'uomo ha perso la capacità di percepire questa presenza divina che sta in lui e in tutto ciò che sta attorno a lui. Se l'uomo riuscisse effettivamente ad allargare i suoi polmoni spirituali per poter includere in essi quest'aria in verità presente in natura, l'uomo non avrebbe bisogno della speculazione filosofica e della conclamazione religiosa, ma egli potrebbe avere Dio presente in lui stesso e presente attorno a lui, e riconoscerlo senza bisogno di scavalcare delle barriere dialettiche, delle barriere formali per potersi avvicinare a Lui.
In fondo il problema è questo: l'uomo cerca Dio, lo cerca lontano e invece non si accorge che Dio è vicino, è dentro di lui!


O creator di ogni cosa creata sia la tua 
legge face di ogni vita a che l'eterno
amor sia rinnovato a che la tua giustizia 
sia capita