Fede

Magister: Innumerevoli problemi, inquietudini ed eventi che sorprendono sono il retaggio del vivere umano. Essi non possono essere distrutti né dalla suprema Volontà, perché fu Essa che volle appunto tutti questi aspetti dell'esistere, né dal desiderio dell'uomo che vorrebbe una vita placida e felice. Tutto ciò è necessario perché è la vita; e se la vita significa travaglio dovete essere certi che questo travaglio è di somma utilità al divenire, l'uomo dovrebbe conoscere le mete cui tende per poter comprendere quanto sto dicendo; purtroppo egli vive gli attimi dei suoi giorni ed ignora ciò che sta oltre di essi e solo in questi attimi egli chiude il suo timore o le sue gioie, le sue speranze o il suo furore. Per tale motivo egli a volte cade prono nella polvere o si rialza come un gigante, erige troni o altari o li demolisce:  fatalità e grandiosità del vivere terreno!
Ma vi è un mezzo per intendere la necessità, la ineluttabilità e quello che più conta, la utilità di queste cose. Questo mezzo è racchiuso tutto in una semplice parola che esprime una grandiosa potenza: la Fede! La Fede, sì la Fede è l'unico mezzo che può consentire all'uomo di vincere le piccole e grandi contrarietà dei giorni umani, di essere saldo di fronte ai grandi e piccoli dolori, di vincere le battaglie terrestri insomma.
Ma come bisogna intendere questa Fede? Come pazienza o come preghiera, come rassegnazione o come supinità ed attesa? Bisogna sì avere pazienza e bisogna essere obbedienti, però non bisogna cedere, non bisogna rassegnarsi direi apaticamente, bisogna vivere la vita e giustificarne gli aspetti con la fiducia che essi rappresentino, anche se al momento espressione di amarezza e di dolore, premessa per un futuro migliore, poiché dicendo ciò si dà a Dio ciò che è di Dio e cioè l'estrema fiducia che Egli si merita, che in fondo poi è fiducia in sé stessi.
Quindi tutte le innumerevoli difficoltà che voi incontrate, tutte le inquietudini che vi travagliano, i dolori che vi sorprendono, le paure che vi assalgono, debbono essere guardati, vagliati e considerati con gli occhi di questa fede. Io direi che questa Fede è una forza che serve in maniera ottimale a superare le barriere relative del tempo, per fare sì che la coscienza si integri in questo universo di amore di cui abbiamo parlato. Ovviamente la fede non ha nulla a che vedere con le religioni che ne sono un derivata, in una pratica umana collocata sul piano del tempo si può essere non religiosi ed avere fede, si può essere religiosi e non avere fede.
Ma la Fede è di tutti poiché la fede è una forza naturale e se nell'uomo essa assume carattere cogitativo, ragionativo, se ciò diviene filosofia e teologia sul piano della speculazione, essa invece in tutte le altre creature dell'universo, che non godono come l'uomo di questa facoltà cogitativa, è un’affermazione di esistere. La natura stessa, nella sua presenza vivente, è un atto di fede; la natura vive perché crede in sé stessa, come l'uomo vive perché crede in sé stesso e nella sua funzione. L'universo non potrebbe esistere senza questo credere nell'essere, poiché esso è una affermazione di fede.
Il cattolico (od il maomettano ecc.) credente e praticante è convinto di essere nella verità; ma in fondo la verità dell'uomo è un fatto relativo perché nasce sempre da un convincimento di possedere questa verità. E' un fatto quindi di organizzazione sociale, di costume, legata a certe tradizioni e per poter capire come questo sia accaduto basta studiare la storia delle religioni e ci si accorgerà che in questa affermazione di fede (nel senso della verità posseduta) concorrono diversi elementi che sono di ordine politico, sociale, psicologico, razziale, etnico e tutto il resto. La religione è un fatto di costume, la Fede è un fatto di anima. Sono due cose distinte anche se la prima dipende dalla seconda, ma non è necessaria alla seconda.
Quando si giunge ad un certo livello di speculazione, la fede non deve essere neanche cieca e non deve essere neanche espressa in una forma di acquiescenza ad ogni e qualsiasi concetto fideistico. La Fede deve essere un fatto di sentimento e un fatto di ragione; deve avere un duplice rapporto di espressione: una base ed un vertice. Alla base la certezza che essa è l'affermazione dell'esistere, al vertice la ricerca deve essere aspetto articolato sul piano della storia.


E' per la fede che ogni cosa vive
di speranza e di luce e lo splendore
del gran comando la sua legge scrive