Magister: JOB per
gli antichi popoli era l'energia assoluta, non quella in movimento, ma quella
in stabilità. La chiave Jobica permetteva di trarre dall'energia stabile
l'energia dinamica per poterla usufruire e poi restituire alla stabilità.
Chiavi jobiche erano anche la croce ansata egizia (l'ANK),
la svastica, la TAU, ecc.. Dicendo chiave però si deve intendere una struttura
geometrica mentale non un fatto strutturale materiale.
L'universo si esprime per dimensioni parallele: le chiavi jobiche
erano chiavi per aprire la porta di transfert che conduceva da dimensione a dimensione
di universi paralleli, chi riusciva a transitare attraverso una varietà dimensionale
acquistava la conoscenza della verità.
La TAU era un simbolo spaziale, era una 'macchina' psichica
e la Tau con un anello sopra era l'ANK la chiave che la divinità egizia portava
in mano: era fonte di scorrimento di energia e di sintesi di energia.
Naturalmente doveva essere trattata in un determinato modo per avere una sua
efficacia. Gli Egizi usavano l'Ank simboleggiandola come una chiave tenuta in
mano per l'anello, ma era la parte Tau quella che contava dal punto di vista
delle realizzazioni.
Con l'andare del tempo l'Ank divenne veramente la chiave che
apriva il 'sancta sanctorum' dei templi egizi dove solo alcuni sacerdoti ed il
faraone potevano entrare perché in queste cripte erano custoditi i papiri
scritti in modo particolare con quelle particolari parole, cioè atte a
determinare i fenomeni di transfert.
Dunque l'Ank, la Tau, la Croce ecc. sono tutte chiavi
Jobiche che davano la possibilità di trarre conseguenze diverse, di aprire
porte diverse con varie graduazioni.
Del resto il simbolo dello JOB è stato visto anche riprodotto
sotto la pancia di certi dischi volanti.
In fondo l'universo essendo un tessuto compatto si esprime
per dimensioni parallele e la incomunicabilità tra queste dimensioni è soltanto
la conseguenza strutturale dei laboratori che vibrano in esse; la chiave jobica
era quindi un sistema per ottenere un passaggio che poteva condurre ad altre
dimensioni per conoscere questa unità dimensionale dell'universo, cioè la
verità.
