Tiahuanaco - la Porta del Sol

A oltre 3000 metri sulle Ande ai bordi del lago Titikaka fra la Bolivia ed il Perù si trova Tiahuanaco, la città degli dei. Tra le imponenti rovine di questa città misteriosa è rimasta a sfidare i millenni la Porta del Sol: alta 3 metri, larga 4 e spessa 1, tagliata in un solo blocco di andesite (la durissima pietra delle Ande) pesa circa 12 tonnellate ed il suo architrave è scolpito con una fitta serie di petroglifi che nessuno studioso è mai riuscito ad interpretare definitivamente.
  
Ed ora sentiamo le parole di Magister al riguardo: In realtà questo monolito dei tempi preatlantidei era una porta di transfert per passare in altre dimensioni parallele spazio/temporali e consentire il transito di altri esseri di altre dimensioni in quella terrestre.
Per transfert si intende appunto (ancora oggi quando si parla di medianità) il passaggio da una dimensione ad un'altra, normalmente psichica, ma anche fisica (vedi apporti e asporti).
Anche la porta del sole di Tiahuanaco aveva una posizione specifica rispetto alle correnti energetiche del terreno, che corrispondevano a particolari linee di forza per permettere queste esperienze di transito fra dimensioni diverse.
Sull'architrave la parte sculturale, costruita con ala porta, costituisce diciamo le manopole e le leve per realizzare la traslazione.
Il transfert si realizzava (dopo che i sacerdoti/scienziati avevano preparato il soggetto) determinando il buio assoluto con un'azione particolare che formava attorno a quella macchina una sfera di oscurità assoluta: la stessa oscurità che sta nello spazio infinito.

Successivamente i tecnici illuminavano con dei raggi freddi (invisibili quindi, ma capaci di un'illuminazione interatomica) i vari disegni sculturali dell'architrave, i quali non erano altro che dei punti di sollecitazione da cui si liberavano le energie che servivano a mettere in moto il meccanismo del transfert.