Magister: Innanzitutto
non dobbiamo fare confusione fra sonno e sogno, sono due fenomeni distinti e separati,
se pur concomitanti e inter-dipendenti .
Il sonno è la condizione necessaria perché il sogno si
realizzi, cioè è quello stato fisiologico per cui certe condizioni psicologiche
si possano realizzare. Il sonno quindi è un po’ come la trance senza la quale
il rapporto tra i nostri due mondi non sarebbe possibile. Dobbiamo guardare al
fenomeno del sonno come un fenomeno rigenerativo delle energie organiche e
nello stesso tempo, psicologicamente parlando, come un fenomeno indispensabile
ad essere supporto ad un fenomeno ben più importante: cioè il sogno.
Il sogno dovuta a cattiva digestione è un sogno fisiologico
ed il subconscio concreterà immagini simboliche adatte a questa fisiologia. Il
sogno invece determinato da una possibilità evasiva psicologica avrà un
rapporto esclusivamente e squisitamente con sensibilizzazioni psichiche. Lo
stesso può dirsi del sogno supernormale, cioè quello che consente al sognatore
di poter proiettare la sua percezione oltre ai limiti del tempo e dello spazio
e avere immagini di fatti, di circostanze, di persone e di cose che ancora non
sono state concretate o appartengono ad un passato che egli ignora: è un
muoversi nella dimensione del tempo. Il sogno è direi la caratteristica
principale della vita poiché il feto, nel grembo materno, dorme e sogna; il
sogno quindi è un ritorno ad una certa condizione annucleante.
Io per esempio vi parlo dal mondo del sogno (voi cercate di
comprendermi bene) poiché io morendo come uomo ho cessato di esprimere la vita
in un senso direi eccentrico, oggi la esprimo in senso egocentrico concependo
questo egocentrismo come il principio dell'essere universale. Quindi il sognare
è un ritorno alle origini, un ritorno a questo mondo superlativo da dove ogni
cosa è proiettata e dove ogni cosa è concentrata.
Infatti dal punto di vista della economia fisiologica il sogno
non si giustifica poiché è una funzione eminentemente inutile, se noi poi non
lo vogliamo definire soltanto una funzione ricreati va del soggetto che dorme. Ma
si è assodato con indagini scientifiche che le persone le quali sono state
sottratte a questa esercitazione onirica, dopo un certo tempo hanno avuto dei
gravi disturbi psichici fino a perdere la ragione. Quindi il sogno ha una sua
ragione di esistere che è quella di uscire dal differenziato e ritornare
temporaneamente nell'indifferenziato, cioè praticamente ritornare da dove si è
venuti. Dovete comunque anche tener presente che i sogni che ricordate NON SONO
quelli che avete sognato perché il sogno NON ha immagini ha emozioni, è la
vostra coscienza di veglia che poi veste di immagini queste emozioni.
Ora voi avete a disposizione un certo tipo ed un certo
numero di immagini che sono quelle che attingete dalla esperienza del mondo in
cui vivete e necessariamente dovete vestire queste emozioni con questi abiti.
Indubbiamente non riuscirete quasi mai a trovare il vestito giusto poiché il
vestito giusto per certe emozioni non esiste nel vostro mondo. I sogni quando
voi li ricordate sono portati alla vostra scala e dirò di più: voi ricordate
solo alcuni sogni; ma i più importanti quelli che veramente vi hanno congiunto
all'indifferenziato cioè a questa coscienza universale, voi non li ricordate
perché le vostre possibilità mnemoniche non sono atte a contenerli e perché non
avete delle unità di rapporto per poterli personalizzare. Quindi vi restano
solo le emozioni e queste emozioni sono quelle che creano certi particolari stati
d'animo anche da svegli. Infatti qualche volta vi risvegliate da certi sogni o
con un senso di benessere ingiustificato o con un senso di malessere
altrettanto ingiustificato e queste sensazioni vi accompagnano e condizionano
spesso tutta la giornata. In questo senso l'uomo in fondo è un po’ un
sonnambulo, perché anche durante lo stato di veglia realizza con i suoi atti
ciò che gli è stato insufflato nel sogno.
Certamente quando si sogna si vede, ma anche quando siete
svegli come vedete? Non con gli occhi ma con il cervello e quindi anche quando
sognate quello che viene trasmesso al cervello viene riflesso nell'occhio:
diciamo che quando siete svegli guardate fuori di voi e quando dormite guardate
dentro di voi.
Anche la morte può essere intesa come uno stato di sogno. Ad
esempio io potrei dire che quando non parlo con voi io dormo, ma il mio è un
sonno lucido: ecco io sono vivo nell'indifferenziato e dormo. Quando è che
divento sveglio nel senso che voi date a questa parola? Quando vengo da voi,
quando mi proietto a voi, perché allora passo nella vostra dimensione. Il mondo
dei cosiddetti trapassati è un sonno lucido, ma è un mondo dì sogno, è un mondo
di emozioni, NON è più un mondo ragionativo.
Dobbiamo però anche metterci d'accordo sul termine
"sogno". Il sogno non è un fatto labile, non è una irrealtà. E' una
realtà concreta. Praticamente quando diciamo sognare equivale a dire vivere, vivere
in una certa altra realtà.
Ciò che par sogno realtà misura
ed e respiro di segreta bocca
che fa' del sogno umana creatura
