Magister: Noi entità e voi incarnati siamo in realtà sullo
stesso piano e più che sullo stesso piano siamo compenetrati: noi e voi ci
conteniamo in una sintesi meravigliosa, ma pure in questa sintesi siamo divisi
dalle differenti condizioni e per essere più chiari dalla differente intensità
del ritmo da cui deriva la posizione dimensionale di ciascuno di noi.
Ora quindi, in conseguenza di ciò, a voi è impossibile di
concepire quello che con termine non molto appropriato si può definire il nostro
mondo che è appunto un mondo interiore e pertanto, mancando esso di quella
condizione espressiva, funzionale, che è la materia dimensionante e
dimensionabile, ecco che esso risulta composto da una molteplicità di universi
individuali; ciò non ci porta ad affermare però che questa molteplicità
costituisca una scissione dal concetto sintesi, unitario, che anima i vari
mondi.
Dato che a voi riesce impossibile concepirci nei nostri
rapporti a volte s'ingenerano malintesi perniciosi alla comprensione della
realtà. Ovviamente voi per una necessità ragionativa tendete a trasferire, ad
obbiettivare la concezione dimensionale che avete del vostro stato espressivo
nel nostro; il che vi induce ad errori gravissimi per cui siete costretti a
soffermarvi ad apparenze che non vi danno la esatta misura della realtà
spirituale.
Questa varietà di stati e parlo del nostro mondo e della
nostra condizione non è assoluta anzi opera per sintesi nella sintesi (mi si
intenda bene) ciò significa che pur essendo contenuta nella unità, come del
resto il tutto, questa molteplicità si aggruppa, si annuclea per affinità
ritmica e cioè per identità di posizione. Quindi noi abbiamo e mi si consenta
il termine troppo umano, delle grandi isole spirituali risultato sintetico di
una molteplicità di esperienze e quindi di ritmi individuali: questi sono i così
detti "gruppi psicosintetici" (vedi capitolo relativo).
Ora è ovvio che anche ciascuno di voi è in assonanza anche
se non del tutto ad una di queste isole. Entrando quindi nel campo sperimentale,
-dove in questo momento ci troviamo, dobbiamo dire che quando si realizzano appunto dei richiami
tramite un mezzo medianico (il medium) ecco che si estrinsecheranno in
prevalenza questi concetti entelici che sono legati per assonanza, primo alle
caratteristiche della macchina medianica, secondo a quelle caratteristiche che
la collettivizzazione ritmica del pensiero ambientale andrà realizzando volta
per volta.
Al timone di questa nave sta la somma dell'isola psichica
cioè quella individualità in cui si annucleano le molteplici esperienze dei
componenti ritmici dell'isola stessa, questa personalità che non ha nome nella
sua funzione trascendente poiché non ha termine di limite ma che lo assume
allorché è sollecitata alla proiezione è quella che si dice la "Entità
guida".
Qual è la sua funzione? Il disciplinare il flusso ritmico, il
dosarlo nelle proporzioni affinché non ne derivi un confusionismo sperimentale
e probabili perturbazioni di carattere fisio-psichico nel mezzo di cui ci si
serve. Poiché, pur essendo divisi dalla dissonanza ritmica, allorché un mezzo
medianico si pone in condizioni ricettive ecco che da altre isole spirituali di
condizioni meno intense si proiettano pensieri che tentano di rompere il ritmo
protettivo concretato dalla Entità guida.
Quindi, nell'atteggiarsi di fronte alla ricerca, bisogna
tener presente tutto ciò e convincersi che se pure sono vari individui storici
a conferire con voi in realtà è un solo e potente essere che annuclea in se
questa molteplicità storica ed esperiente ma che non potrebbe altrimenti (e
cioè senza definirsi e personalizzarsi) essere a voi nota, per la semplice
ragione che voi elementi di dimensione, voi avezzi ad un mondo dimensionale,
non siete in grado di poter obbiettivare una qualsiasi espressione che non sia
definita da una limitazione di pensiero logico e da un costume storico che la
renda equivalente alla vostra posizione. E cioè se noi non diamo alla nostra
infinità spirituale le forme e gli aspetti del tempo che a voi sono consueti,
modellandoci volti e nomi che a voi occorrono per concepirci, voi non riuscirete
mai a poter avere con noi un commercio armonioso e compiuto.
Perché abbiate chiara l'idea di quanto ho detto io in questo
momento parlo il linguaggio di una esperienza storica, ad esempio, ma ciò non
dice che io e la Entità guida e le altre varie entità che si
manifesteranno non siano in sostanza la
stessa individualità sintesi.
Poi sì siamo nella verità ma siamo nella verità assoluta
quando partecipiamo di essa al di fuori di queste limitazioni esperienti. La
verità ha molte bocche e parla in varie favelle per esprimere le varie
conoscenze, perché a ciascuno vada il pane adatto a soddisfare la sua fame.
Però in ogni favella è la verità, in ogni favella è la voce del Dio infinito, poiché
ogni favella ed ogni bocca sono frutto dell'amore.
Per me si è unito il diverso con l’eguale
che il diverso non c’è nell’infinito
e sol nell’uno ogni cosa vale
