Magister: La materia deve essere considerata un vuoto e
L'universo dell'anti-materia un pieno: due fatti quindi di opposta condizione.
la scienza ipotizza che ove mai materia e anti-materia dovessero
venire in contatto si avrebbe come risultato la distruzione totale della
materia come tale e la liberazione di essa in un elemento inqualificabile di
energia. Ora questa condizione esiste nell'universo e questo rapporto si
realizza continuamente, ma non nella maniera distruttiva che la scienza suppone,
ma si realizza appunto alla base delle alternanze per quella associazione e
dissociazione di elementi che costituisce la espressione della vita. Arrivo a
dire che la morte stessa dell'uomo ed il disfacimento della sua forma fisica
non sono altro che la conseguenza di questo incontro della materia con l'anti-materia
e quindi della liberazione di quell'energia informativa che è lo spirito.
Il concetto della materia e dell'anti-materia ha posto il
problema di stabilire dove si trovi l'anti-materia e quindi quale spazio separi
queste due condizioni di una unità. Ma l'anti-materia è uno stato potenziale
della materia stessa è l'altro volto della materia! E' il volto della rarefazione,
é il volto della trasformazione: noi disincarnati siamo fatti di quell'energia
che l'incontro di materia e anti-materia ha liberato. Fin quando questo
incontro non si verificherà l'universo sarà espresso in forme e quando si
verificherà tutto l'universo tornerà ad essere spazio Proprietà, cioè Spirito
infinito, Dio continuo e presente. E' la separazione temporanea del rapporto di
materia e anti-materia che determina i valori del tempo dimensionale, però
l'anti-materia non è distaccata dalla materia: è lo stato potenziale della
materia stessa.
Gli antichi rappresentavano la vita come un'erma bifronte, sono
le due facce di una stessa creatura, la materia è un'erma bifronte. Se voi osservate
l'una o l'altra faccia avrete delle espressioni diverse, se però considerate
entrambe le espressioni avrete un fatto unico che è diverso dalle due
espressioni stesse. Nella materia esiste contemporaneamente materia e
anti-materia, a secondo di come uno la guarda può vedere o l'una o l'altra o
tutte e due le espressioni che poi formano quello che si definisce normalmente
la materia. Voi però apprezzate solo un'apparenza di questo fenomeno duplice non
potete apprezzarli entrambi. Infatti voi in natura non contemplate dei fatti
quando guardate dei fenomeni, contemplate soltanto la conseguenza dei fatti, ciò
che dai fatti deriva; voi in un corpo che si muove nello spazio non vedete un
movimento, voi vedete la conseguenza del movimento. La vostra visione delle
cose quindi non è mai della cosa stessa ma del risultato di funzione che la
cosa dà. E così nel rapporto tra materia e anti-materia voi vedete soltanto la conseguenza
di questa funzione.
